Lo spazio interno della ex fonderia didattica dell'ITT di Terni
 

ex fonderia didattica

riqualificazione e rifunzionalizzazione
della ex fonderia dell’i.t.t. di terni


Nel 1959, presso l’allora istituto tecnico industriale di Terni, oggi I.T.T. - Istituto Tecnico Tecnologico, fu inaugurata la fonderia didattica a servizio dei corsi di metallurgia, la quale è stata attiva per oltre tre decenni.

Si tratta di un fabbricato realizzato per l’uso specifico, attiguo al corpo dedicato alle officine didattiche e in una posizione baricentrica rispetto al complesso scolastico. L’edificio in cemento armato, tipico dell’architettura industriale di quegli anni, si è conservato nella sua configurazione iniziale, nonostante il lungo periodo di disuso, così come tutte le attrezzature del ciclo di lavorazione.

Gli obiettivi generali dell’amministrazione, in considerazione sia di una razionale utilizzazione degli spazi disponibili, sia del valore simbolico e identitario che l’ex fonderia conserva, consistevano nella riqualificazione e rifunzionalizzazione dell’edificio, con modalità che risultassero coerenti e compatibili con l’uso scolastico.

La valorizzazione dei caratteri architettonici dell’edificio e la riconversione per i nuovi usi, per assumere il ruolo di un vero centro culturale sia per l’istituto che per la città, avvengono nel progetto attraverso:

  • il riordino compositivo del corpo di fabbrica, riportato al suo principio essenziale di sequenza di shed;

  • l’introduzione al suo interno di una struttura aerea su quote diverse, che permetta la completa fruizione d’uso e percettiva dello spazio interno, nonché la creazione di nuove opportunità funzionali;

  • la conservazione a fini museali e didattici delle apparecchiature della linea produttiva della fonderia;

  • gli adeguamenti strutturali, prestazionali e impiantistici, qualificando la struttura come “Edificio a energia quasi zero” (NZEB);

  • la definizione di più espliciti rapporti con il contesto dell’intero istituto tecnico e della città, in relazione con i nuovi usi didattici e culturali.

Il progetto intende ritrovare quella chiarezza compositiva di un edificio industriale degli anni ’50 del Novecento che attualmente risulta in parte compromessa, a causa soprattutto dei volumi giustapposti e formalmente incontrollati che ne concludono la sagoma a nord. Il riordino, senza compromettere la funzionalità dei volumi tecnici attualmente collocati sul fronte posteriore, avviene attraverso un intervento sull’ultima campata, portandone la copertura alla quota e alle geometrie delle altre, e costituendo di fatto un settimo shed, come una sorta di contrafforte conclusivo. 

I volumi tecnici, schermati attraverso l’uso di griglie metalliche permeabili e pre-ossidate, risultano elementi “grafici” e leggeri, in opposizione con la massa muraria dell’edificio. Analogamente, sul fronte opposto, un nuovo oggetto in vetro e lamiere forate marca l’ingresso all’ex fonderia.

Prospetto est dello stato di fatto

Prospetto est di progetto. In evidenza il nuovo contrafforte conclusivo che riordina le geometrie dell’ultima campata

 

Coerentemente con il nuovo ruolo pubblico che assume l’edificio come centro culturale, il progetto riserva una specifica attenzione al tema dell’ingresso e degli spazi di mediazione che ne stabiliscono la relazione con l’intero complesso dell’istituto e, tramite questo, con la città.

L’ingresso all’esposizione della ex fonderia è sottolineato da un nuovo piccolo padiglione giustapposto sul fronte sud, un oggetto leggero, metallico e semitrasparente, rafforzato dalla lunga pensilina sospesa proiettata verso il corpo principale dell’istituto; un esplicito “segnale” verso l’area cortilizia che costituisce il trait d’union con la scuola e il contesto urbano, con la funzione di primo filtro e bussola di accesso.

Il nuovo ingresso alla ex fonderia didattica dell'I.T.T. di Terni e la sistemazione del cortile est

 

Ma la presenza dei nuovi usi è anche una preziosa opportunità per la riqualificazione di quello spazio aperto, altrimenti ridotto al rango di un “retro” senza qualità. Per questo motivo il progetto prevede di coinvolgere anche il cortile est, con un ridisegno dell’attuale rampa di collegamento tra la quota interna della scuola e quella esterna, la quale con il nuovo andamento diventerebbe il percorso di acceso all’ex fonderia, collegata dunque direttamente all’atrio dell’istituto e quindi alla città. E lo spazio aperto, attrezzato e sistemato come un giardino interno, potrebbe ospitare iniziative collegate alle attività dello spazio culturale.

Il progetto di riqualificazione e rifunzionalizzazione dell’ex fonderia prefigura un percorso, espositivo e divulgativo, che trova gli elementi principali sui quali lavorare nella valorizzazione della suggestione originaria dello spazio interno e nella diretta percezione e presenza fisica delle attrezzature della linea produttiva.

Dello spazio interno viene garantita la continuità percettiva, rafforzata inoltre dalla modifica sull’ultima campata che, riportandone la copertura alla quota delle altre, permette una nuova ampia vetratura esposta a nord, migliorando radicalmente la luminosità diffusa.

L’introduzione di una promenade aerea, che gradualmente recupera altezza, se per un verso consente punti di vista sempre diversi e sorprendenti sulla struttura architettonica, sui reperti industriali e sulle esposizioni, per un altro distribuisce le piattaforme sospese che ospitano i nuovi spazi polifunzionali a supporto delle altre attività dell’istituto e, più in generale, in relazione con la vita culturale della città. La prima delle piattaforme si configura come uno spazio gradonato con circa 70 posti a sedere, dove organizzare incontri, conferenze, seminari, proiezioni o anche piccoli concerti. Possono essere occasioni più legate alla vita della scuola, o più specificamente di presentazione pubblica delle esposizioni, oppure, al contrario, momenti di più vasta apertura, di promozione, integrazione e scambio con il contesto sociale esterno, produttivo, civile, artistico. Nella sua parte sottostante, la piattaforma inclinata, più prossima all’ingresso, dà luogo a un ambito per spazi accessori e di servizio (biglietteria, piccolo bookshop, bagni, etc.).

La seconda piattaforma, a una quota più elevata, è uno spazio di lavoro informale, una sorta di “aula aperta” di circa 50 m² destinata a workshop interdisciplinari, laboratori creativi, o al coinvolgimento dei più piccoli in un approccio ludico alla tecnologia e alla sua storia (quale contesto migliore di questo?). L’aula può inoltre diventare una base operativa durante le fasi di allestimento degli eventi temporanei, utilizzata come laboratorio scenotecnico. Più prossima al fronte nord (sesta campata), l’aula è affacciata sullo spazio della fonderia e da questa si accede a un ballatoio che permette di osservare dall’alto il cubilotto di fusione e gli altri macchinari collocati nella settima campata. Dallo stesso ballatoio un ascensore e una scala garantiscono circolarità al percorso, oltre alla possibilità di diverse organizzazioni degli accessi e dei flussi, con l’abbattimento delle barriere architettoniche e la previsione delle vie di fuga.

L’organizzazione dello spazio a terra vede una chiara distinzione tra la navata ovest e quella est, separate dalla sequenza delle tramogge della linea di formatura. La navata ovest, oltre ad accogliere nelle prime due campate le funzioni accessorie e di servizio, è destinata a una prima sezione didascalica della mostra permanente, con tavoli, teche e pannelli illustrativi tradizionali o interattivi, che troverà una seconda sezione lungo il percorso in quota, sulla stessa parete. La navata est, il cui spazio è attraversato dallo svolgersi sinuoso della prima parte della promenade, è destinata alle manifestazioni temporanee ed è servita dal carroponte, la cui funzionalità viene ripristinata per garantire facilità di movimentazione e flessibilità impiantistica e d’uso per le installazioni, sino a diventare una vera e propria macchina scenica a supporto di performance multimediali. L’integrazione dei nuovi spazi polifunzionali genera un incremento di superficie utile di circa 243 m², portando il totale della superficie utile della ex fonderia dagli attuali 703 a 946 m², con un incremento dunque, rispetto allo stato attuale, pari a circa il 34%.


Concorso in due fasi per la redazione del pfte

★ progetto vincitore

 

Committente: Provincia di Terni

Localizzazione: Terni

Dati dimensionali:

superficie utile 950 m²
volume netto 7.200 m³

Importo lavori: 2.110.000 €

Cronologia: 2022-2024

Progettazione generale: Salvatore Peluso, Roberta Milia, Roberto Lallai

Collaborazione: Federica Atzeni, Martina Meloni

Consulenti: Costantino Floris (impianti), Giorgio Cofano e Mauro Porcu (strutture), Fabrizio Cosmi (capitolati, contabilità e sicurezza)